giovedì 8 gennaio 2026

Donny Hathaway

 

vera e propria soul legend, come viene definito da Rolling Stone, vocalist, compositore e arrangiatore, tutte queste qualità che vengono sviluppate a Chicago, nei 60's, alla corte della Curtom Records di Curtis Mayfield.
Alla fine del decennio arriva la firma per la ATCO, sussidiaria Atlantic, con l'incisione del singolo: the Ghetto, seguito dall'album: Everything Is Everything, 1970, che contiene anche: Voices Inside (Everything Is Everything) e: Sugar Lee.
Il successivo album omonimo del 1971, vede la presenza di innumerevoli big del soul \jazz, i chitarristi: Cornell Dupree e Phil Upchurch, il bassista Chuck Rainey e tra i coristi. J.R. Bailey e Cissy Houston, tanto per citarne alcuni, tra i brani da ascoltare segnalo il beat del gospel\soul di: Magnificent Sanctuary Band,
Il 1972 è l'anno di grazia di Donny, con ben tre album; la colonna sonora di: Come Back Charleston Blue, supervisione di Quincy Jones, da cui consiglio: Litle ghetto boy e due strumentali dalla classica suspence da crime soundtrack: Hearse To Graveyard e: Furniture Truck, si passa poi a: Roberta Flack & Donny Hathaway, disco di soul ballads raffinate, per arrivare all'apoteosi del Live, considerato dalla critica uno dei migliori album dal vivo della storia, registrato tra Hollywood e Manhattan ( un lato per location), contiene la mitica versione di oltre 12 minuti di: the Ghetto, ma anche: What's Goin' On e: Little ghetto boy.
Difficile ripetersi dopo un trittico del genere, anche se: Extension of a man del 1973 contiene piccole perle come. Love love love, the Slums e: I Love You More Than You'll Ever Know.
Per chiudere il decennio arriva un'altro album con Roberta Flack, molto orientato verso la Disco, stampato nel 1979 e un'altro live, decisamente più soft: In performance, 1980.
 
                                          

                                            




 

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