mercoledì 11 giugno 2025

Guitar Slim Green

 cantante e chitarrista blues dal Texas, nel 1970 realizza un album con Johnny e Shuggie Otis: Stone Down Blues, Kent records, che contiene un terrificante funk\blues: Shake 'Em Up.


 

https://www.youtube.com/watch?v=s8OZ5Za82KY 

Grant Green

 

chitarrista jazz, anzi , un grande chitarrista, tra i migliori della sua generazione, scoperto da Lou Donaldson che lo porta da Alfred Lion alla Blue Note, dove inciderà decine di album a proprio nome e altrettanti da sideman prediligendo le formazioni con chitarra, organo, batteria come asse portante.
Come sapete questa pagina tratta tutta la musica groove incisa dal 1967 al 1981, quindi iniziando da: Street Of Dreams , appunto del 67, abbiamo alle spalle una ventina di album per la Blue note e: His majesty king funk per la Verve,
Passiamo direttamente al 1970, dove entriamo decisamente in argomento con: Green is beautiful, dove troviamo una gran cover di: Ain't It Funky Now oltre alla spettacolare: Windjammer.
Nello stesso anno escono anche: Alive, memorabile live album registarto al Clichè Lounge,da cui consiglio: Let The Music Take Your Mind e: Sookie, Sookie ( sempre presente Idris Muhammad alla batteria, mentre all'organo si alternano: Earl Neal Creque e Ronnie Foster ) e per chiudere l'annata: Carryin' On, classico acid jazz, che contiene: Upshot e: Hurt So Bad
Visions del 1971 mantiene Muhammad alla batteria e vede l'inserimento del basso elettrico di: Chuck Rainey e il vibrafono di: Billy Wooten, top tracks: Cantaloupe Woman e Blues For Abraham.
Il 1972 vede l'uscita di ben quattro lp,: Iron city, per la Cobblestone e con John Patton all'organo ( la title track su tutte), il doppio lp: Live At The Lighthouse, con una gran versione di Windjammer, Jan Jan, Walk in the night e: Fancy free; per continuare col 72 arriviamo alla colonna sonora: the Final Comedown, tanto jazz funk a cominciare dalla title track, ma anche con: Afro party, Battle scene, Slight Fear And Terror e la percussiva: Traveling To Get To Doc, quindi chiudiamo l'anno di grazia con: Shades Of Green da cui consiglio: In the middle e il meddley: I Don't Want Nobody To Give Me Nothing, Open Up The Door I'll Get It Myself \ Cold sweat.
Questo poker di capolavori chiude anche l'epoca Blue Note e anche se i lavori successivi, cioè; The main attraction con Hubert Laws, Kudu 1976 oppure: Easy su: Versatile 1978, rimangono di buon livello, il meglio è ormai alle spalle.
 
                                            
                                            
                                             
                                            
                                            
                                            
                                            








 
 




 

Cal & Clarence Green

 

soul brothers dal Texas, entrambi chitarristi, per Cal arriva una certa notorietà facendo parte dei Midnighters di Hank Ballard, come solista pubblica il singolo 7": Stormy / Somewhere In The Night su: Mutt & Jeff Records, 1967, per questa label edita anche il suo unico album: Trippin' With Cal Green , 1969, da cui consiglio: Trippin' e: Johnny's Gone To Vietnam, ripubblicati entrambi nel 72 su 7" come l'inedito: Revolution rap part.1&2.( tutti i brani citati sono strumentali).
Clarence, pur avendo iniziato ad incidere per la Chess nel 1959, pubblicherà solo una manciata di singoli nel corso dei 60's, tra i quali segnalo: Doin' It / The Giant Speaks (That Oughta Hold Ya) su: Aquarius records.
 
                                            
                                              





 

Byrdie Green

 jazz vocalist di grande pregio, lega la sua carriera discografica a tre album con la Prestige in collaborazione con Johnny Hammond Smith, tra questi, per ragioni di range temporale, segnalo I got it bad ( and thet ain't good ), 1967, con Houston Person al sax. Top track: see see rider.

 


 

https://www.youtube.com/watch?v=VXmap8ZrvB8 





Bunky Green

 

alto saxophonista con le radici nel jazz che frequenta soprattutto nei 60's, con la punta di diamante dell'album inciso con Sonny Stitt nel 1966, nel decennio successivo pubblica il disco più interessante per questa pagina: Transformations, Vanguard 1977, con la perla jazz\funk: Funk Ain't A Word, segnalo inoltre: Chillon.
Green è presente anche su: Summit Meeting, eccellente jazz album su Vanguard (1977), con: Elvin Jones, James Moody, Clark Terry e Roland Prince.
 

 

Billy Green & the love machine

 

un solo album dato alle stampe: Satin soul, per la EMI Brasil nel 1974, tutte cover magistralmente arrangiate ed eseguite, le top tracks: Love theme, What a groove e: Who Is He What Is He To You ( sono presenti anche due ottime versioni di Tubolar bells e: Gymnopedie Nº1).
 
                                               


 

Al Green

 

Albert Leornes Greene, uno dei più grandi interpreti della soul music all time, anche notevole compositore e produttore, ha all'attivo una discografia vastissima da cui cercherò di estrapolare i passaggi più "grooveggianti" a partire dal primo album: Back up train, inciso ancora come: Greene, per la sconosciuta: Hot Line Music Journal Records, imperdibili: I'll be good to you, Let Me Help You e: That’s All It Takes (Lady).
Nel 1969, dopo il passaggio alla Hi records, esce: Green is blues, disco pieno di grandi soul ballads da cui consiglio: Get back baby e lo slow groove in crescendo di: Gotta Find A New World.
Al Green Gets Next to You (1971), ancora per la Hi, segna anche un ottimo successo commerciale con il brano che titola l'album, da segnalare anche il funky di: You say it e: Right Now Right Now.
Nel 1972 viene pubblicata la pietra miliare: Let's Stay Together, capolavoro assoluto che oltre alla notissima title track, contiene anche: It Ain't No Fun To Me e le splendide ballads: La-La For You e: So You're Leaving.
Sempre nel 1972, anno di grazia, esce anche: I'm Still In Love With You ( ancora Hi records), con: Love And Happiness, una bella cover di Pretty Woman e la title track su tutte.
Per chiudere la prima metà dei 70's, due dischi prettamente soul come: Livin'for you e: Call me, quindi, nel 1974, arriva: Explores Your Mind, con la splendida: Take me to the river e: One Nite Stand.
Apriamo la seconda metà dei 70's con: Al Green is love, brani consigliati: L-O-V-E (Love), Love Ritual e: There Is Love, quindi, passando al 1976, tratti da: Have A Good Time, segnalo: Keep Me Cryin' e la title track, sempre nel 76 esce: Full of fire: top tracks: That's The Way It Is e Full of fire.
Da: The Belle Album del 1977, segnalo il beat di: Loving you , il funky bass di: I feel good e: Chariots Of Fire.
1978, Truth N' Time chiude il periodo con la Hi records, lasciandoci brani come: Wait here, Happy days e la grande title track.