martedì 30 maggio 2023

Sue Ann Carwell

 

meglio nota semplicemente come Sue Ann e per l'album, omonimo, del 1981, che contiene l'hit single: My baby my ( Warner bros.)
 

 

Wayne Carter

 

Soul\jazz Hammond player, oltre che vocalist e compositore, tanta gavetta nei clubs per tutti i 60's con l'incisione di alcuni singoli all'alba dei 70's, veri candelotti di dinamite come: Mad Mouth Woman \ Wahoo, Wahoo, Wahoo, su: Mootrey's Studio, 1973 e: Peter In Or Out, stessa label ma data incerta, anche se dal suono pare più datato di Mad Mouth, ipotesi rinforzata dal numero di serie più basso sulla label.
 



 

Ron Carter

 

uno dei più grandi bassisti della storia del jazz, che oltre alle innumerevoli collaborazioni, vanta una splendida carriera solista; iniziamo con un album del 1970: Uptown converasation, per la Embryo, dove assieme a Hubert Laws e Grady Tate ci regala perle come R.J. e il brano che titola il disco. Nel 1973 inizia a registrare per la C.T.I., label leader nell'acid jazz, dall'album blues form vi consiglio la title track e R2,M1. Dopo All blues , del 74, arrivano collaborazioni con Hubbard e Turrentine, poi con Herbie Hancock e Paul Desmond, quindi nel 1975, incide: Anything goes, per la Kudu, da cui considero veramente imperdibile la cover di: Baretta's theme (keep your eye on the sparrow) oltre a big fro e alla freschezza ritmica di: De samba.
Tra il 75 ed il 78 alterna incisioni prettamente jazzistiche pubblicando sia per la C.T.I. che per la Milestone, etichetta, quest'ultima , per cui incide : Peg leg, che da il titolo anche ad un album.
Pur continuando le collaborazioni con il gotha del jazz, trova il tempo per una virata verso la fusion, anno 1979: New York slick, , ancora per la Milestone.
 





 

Ralph Carter

 

attore e cantante Afro Americano, a soli 14 anni pubblica un album: young & in love (Mercury 1975), da cui vengono tratti due singoli, quello che da il titolo al disco e la mitica: Extra extra (read all about it!), di cui vi consiglio la versione promo 12" mixata da Tom Moulton.
 



 

Kay Carter

 

grande voce per questa Soul Sister di cui non ho note biografiche, posso dirvi soltanto che ha pubblicato due singoli 7" di grande levatura: Say What You Mean / Gotta Get Next To You ‎, su: Beetle records 1974, con la Bside che è veramente incendiaria, quindi: Disco Sickness / I Wish You Were Here, di inizio anni 80, su: Talk of the town, una piccola perla Dance
 


 

Jackie Carter

 

voce della disco Teutonica, è nella prima formazione delle Silver convention, anche se viene presto sostituita da Linda G. Thompson, lei comunque piazza un singolo nel 1976: Treat me like a woman, che spacca , edito promo dalla BigTree, diventerà proprietà Atlantic, titolando anche l'album.
Altre cosette non degne di nota nel corso dei 70's, a parte una degna cover disco di: paint it black.( Big mouth, Germany)
 



 

Clarence Carter

 

cantante non vedente di soul \ blues, oltre chè chitarrista e compositore.
Primo album nel 1968: This is Clarence Carter, Atlantic, molti i brani "grooveggianti": looking for a fox, slippin'around, do what you gotta do e funky fever, anno successivo, altro discone: Testifyin', con: snathing is back, back door Santa, instant reaction e doin' our thing.
Sempre nel 1969 esce anche : the dynamic Clarence Carter, con le belle cover di: light my fire e think about it.
Per appassionati di deep soul l'album del 1970: Patches, che è anche l'ultimo disco inciso con la Atlantic.
Nel 1973, altro disco di transizione, sixty minute with.... per la Fame, senza infamia e senza lode.
Un po' meglio, con la firma per la ABC records e con l'uscita di : Real, nel 1974, belle sia warning che shaky at home. Altri due dischi chiuderanno l'avventura con la ABC ( rimanendo comunque nel repertorio di un classic soul), si discosta dalla sua produzione, invece, let's burn, album del 1980 per la Venture, che con la ballabile title track, i'm so tyred e il talking blues di Jimmy's disco si fa apprezzare,