mercoledì 31 dicembre 2025

Major Harris

 

cantante e chitarrista soul che si fa le ossa in gruppi Doo Wop negli anni 60, membro dei Delfonics dal 1970 al 1975 e quindi, finalmente solista, sostenuto dall'illustre cugino: Norman Harris, che, assieme a Bobby Eli, arrangia e produce i primi due album in perfetto stile Philly sound e con musicisti del calibro di: Earl Young, Vincent Montana jr. e: Ron Baker.
Dal primo lp: My Way, Atlantic, 1974, consiglio: Each Morning I Wake Up e: Two Wrongs, mentre da Jealousy del 1976: Walkin' In The Footsteps e Ruby Lee.
Sempre nel 1976, Harris partecipa al Live con i: Blue Magic e Margie Joseph, inciso per la: WMOT Records, da cui consiglio la cover di: I love music.
L'album del 1978: How Do You Take Your Love , per la RCA Victor, viene arrangiato e prodotto da: Jerry Ragovoy e David Matthews, ma è un prodotto inferiore ai precedenti pur avendo un paio di brani gradevoli: I Wanna Dance With You e: Let Me Take You There.
 
                                              




 

Leroy ( Lee ) Harris

 

soul\funk vocalist e chitarrista da Kansas City, attivo dalla seconda metà dei 60's con i Tear Drops, formazione R&B che ruota attorno alla sua figura acquisendo una certa notorieta nel circuito Live locale.
Da solista pubblica una manciata di singoli tra cui la killer track: I'm Gonna Get Your Thing (Get You), inciso per la Forte records nel 1969, pezzo ricercato dai collezionisti di Funk 45
 

 

Johnny Harris

 

John Stanley Livingstone Harris, nato in Scozia, è un produttore, arrangiatoe, compositore e direttore d'orchestra impegnato soprattutto in colonne sonore per la TV ed il cinema, nella sua discografia ci sono da segnalare due brani, il primo. Stepping stones, è sull'album Movements del 1970 ( stampa Inglese) assieme ad altri brani della colonna sonora di: Fragments of fear e cover di Beatles e Rolling Stones, mentre: Odissey (part.1&2), è un 12" Dance inciso per la Sunshine Sound Disco nel 1980.


 
 

Jackie Harris

 

compositore, produttore, DJ radiofonico e fondatore della label indipendente: B & P Records, sulla quale incide il singolo: Jackie Harris & The Champions: Work Your Flapper ‎,fine 60's inizio 70's. stesso periodo in cui pubblica per la Westbound un'altro killer 7": Get Funky Sweet A Little Bit / Do It, Do It , con gli Exciters.
 
                                            



 

Gene Harris (& the Three Sounds)

grande tastierista jazz che lega il proprio nome e tutta la sua discografia, alla Blue Note, fin dai primi 60's, con i Three Sounds finoIl disco che caratterizza il cambio di rotta è: Elegant Soul del 1968, con brani come: (Sock It To Me) Harper Valley P.T.A., Book of Slim e Black gold, ma è nell'album del 1971 che, nonostante sia ancora presente la denominazione Three sounds, avviene la prima vera rivoluzione dell'organico, con il basso elettrico di: Luther Hughes e: Paul Humphrey con Carl Burnett alle percussioni e batteria, il tutto arrangiato e composto da: Monk Higgins; imperdibile: What's The Answer ma anche la bella cover di: Eleanor Rigby.Gene Harris Of The Three Sounds del 1972 completa il passaggio al soul\jazz con venature funky\fusion, arrangiato e prodotto da Wade Marcus e con la presenza di: Ron Carter e Cornell Dupree, brani consigliati: Killer Joe e: Listen here.Yesterday, Today & Tomorrow del 1973 è più alla vecchia maniera, cioè jazzy oriented, ma comunque presenta brani interessanti come: Monk's tune e: Love for sale.Astralsignal del 1974 torna al jazz funk elettrificato, il groove scorre nelle top tracks: Don't Call Me Nigger, Whitey, Losalamitoslatinfunklovesong e: Higga-Boom, come del resto nel successivo: Nexus, 1975, da cui consiglio: Funky business, Gettin' Down Country e: H.R.D. (Boogie).Pienamente in sintonia con le fusion vibes del periodo: In A Special Way del 1976, con: Rebop e: Always In My Mind, quindi, per concludere, anno 1977 esce: Tone Tantrum, dove spicca la cover di: As ( Stevie Wonder) ma anche: A Minor.

                                            

                                               

                                            






 

Eddie Harris

 

grande saxophonista ma anche pianista, vocalist e compositore in ambito jazz fin dall'inizio dei 60's, con una serie di album per la Vee Jay ( tra cui il mitico: Bossa Nova, 1963), prima della svolta soul\jazz-funk concomitante con la firma per la Atlantic e con l'inizio della sperimentazione del Varitone, un sistema di amplificazione per saxophono applicato al leggendario Selmer- Mark VI.
A seguire vi propongo una selezione discografica che va dal 1967 al 1977, citando album, anno di incisione e brani consigliati ( la label è sempre l'Atlantic).
The tender storm. 1967- On A Clear Day (You Can See Forever)
The Electrifying Eddie Harris, 1968- Listen here
Plug me in, 1968- Live Right Now, It's crazy e: Theme In Search Of A T.V. Commercial.
Les McCann & Eddie Harris ‎– Swiss Movement , 1969- Compared To What, Cold Duck Time.
Come on down!, 1970- Don't You Know Your Future's In Space, Live Right Now.
Eddie Harris & Les McCann ‎– Second Movement, 1971- Shorty Rides Again, Carry On Brother.
Instant death, 1972- Instant Death.
Excursions, 1973- Listen Here Goes Funky, Drunk man.
Is it in, 1974- Funkaroma, Is it in.
Bad Luck Is All I Have, 1975- Get On Up And Dance.
I Need Some Money, 1975- Get on down, I need some money, Bumpin.
That Is Why You're Overweight, 1976- Tryin' Ain't Dyin', It's all right now.
How Can You Live Like That, 1977- Get down with it, How Can I Find Some Way To Tell You.
 
                                          

                                             

                                              

                                            


                                            







 

Damon Harris

 soul\disco singer, sicuramente più conosciuto per quanto membro dei Temptations e in seguito degli Impact, ma anche dei Young Vandals. Da solista pubblica un solo album: Damon, su Fantasy WMOT, 1978, prodotto da Patty Labelle, da cui segnalo: It's music ( che consiglio nella versione 12"), Dish ot out, Silk (  anche come A side del 12" con It's music) e: Ride on.



 

 

https://www.youtube.com/watch?v=kDsgioi80Qw&list=PLeXK9JyP--3ZFqJZxTo5w2J8C4rGLuCG5&index=7 

https://www.youtube.com/watch?v=w4XuutYVFO8&t=15s 

https://www.youtube.com/watch?v=sYTnia4Y5C0&list=PLeXK9JyP--3ZFqJZxTo5w2J8C4rGLuCG5&index=3 

https://www.youtube.com/watch?v=Ukl7-dDFoRM&list=PLeXK9JyP--3ZFqJZxTo5w2J8C4rGLuCG5&index=5 

Korona

 Misconosciuto prodotto Disco newyorkese, per la indie label Leo Mini, con un solo 7": Keep on hustling \ Super Diana, anno 1976.

https://www.youtube.com/watch?v=VbCp9KAOjqw&list=RDVbCp9KAOjqw&start_radio=1

https://www.youtube.com/watch?v=fJRNZ_WtN9w&list=RDfJRNZ_WtN9w&start_radio=1 
 

Brenda Harris

 

un solo 12" pubblicato in ambito Disco, parecchio ricercato nelle varie stampe, la prima è quella su Hot city ( label minuscola che edita solo due artisti, gli altri oltre a Brenda sono i: Gaston), 1978, ma subito riedito dalla Leo Mini ( che è specializzata in queste "furbate", ripetendosi l'anno successivo con: Come On And Rock / Rock-A-Freak di Needa ai danni della Sunshower records), queste due edizioni contengono le long version, mentre quella del 1979 su: Dream records contiene le short version.
 

                                            



 

Bill Harris

 

calda voce soul con solo un paio di singoli pubblicati ma di ottimo livello.
Uptown Saturday Night part.1&2, Warner Bros. 1974, tratto dalla colonna sonora del film omonimo, musiche di Tom Scott, produzione e arrangiamenti di Van Mc Coy, quest'ultimo firma, produce, dirige e arrangia anche il secondo 7": Am I Cold, Am I Hot, RCA Victor, 1975.
 


 

Betty Harris

 

Soul sister con una fama in ambito Northern e Deep Soul superiore al suo successo commerciale.
Lavora fin da adolescente con Big Maybelle e inizia ad incidere singoli da solista dall'inizio dei 60's, sul finire del decennio, sotto la produzione di Allen Toussaint pubblica singoli molto interessanti come: Ride your pony e: Mean man, entrambi per la: Sansu Records, 1968, inseriti nel suo album del 1969: Soul perfection, Action records.
Nello stesso anno incide per la SSS International il 7": There's A Break In The Road, a mio parere il pezzo migliore del lotto, sempre con la produzione di Toussaint.
 
 
                                            

 


 

 

Josè Mangual

 

percussionista portoricano vero maestro di tutti i latín percussion instruments fin dagli anni 40, oserei definirlo il più grande di sempre, del resto suona con tutti i giganti del jazz americano: Basie, Davis, Gillespie, Parker...e con tutti i "Latinos": Cal Tjader, Eddie Palmieri, Willie Bobo e tanti tanti altri, presente su centinaia di dischi, riesce ad influenzare generazioni di percussionisti, tra cui due figli d'arte, pur incidendo a suo nome solo due dischi, il primo poi è un album didattico sullle percussioni: Understanding Latin Rhythms Vol. 1, con Carlos Valdez ( utilissimo per i DJ interessati al genere perchè fornisce spettacolari tappeti percussivi come: Bomba, Mambo, etc.), inciso nel 1974 per la Latin percussion ventures, mentre il secondo: Buyu, Turnstyle Records 1977, è una perla groove imperdibile, con: Black & Brown Boogie / Mai Kinshasa ( entrambe anche su 12") e: Bomba A Puerto Rico.
Chiudo il post con: Salsa Perico, Discos Fuentes 1979, un 7" di salsa "dura" con un tremendo carnevale di latin percussions.